post

Ogni campionato fa storia a se

Quando ci si appresta a vivere un nuovo campionato, ci si augura che tutto vada per il verso giusto. A volte è così, altre no, ma una cosa è certa: ci si impegna affinchè non si debbano avere rimpianti una volta che anche l’ultima palla toccherà terra. Per me questa è stata una stagione particolare, inevitabilmente diversa dalle altre. Ho capito che a volte l’orgoglio può giocare brutti scherzi e soprattutto ho capito che non esiste vittoria che valga come un’amicizia. Lo stare insieme. Il condividere una passione. Si, perché trattasi di passione. Vera. Autentica. Ti convinci che non è così, poi quando torni a respirare l’aria della palestra, capisci che tutto è rimasto come prima. Anzi no. Il sentimento è ancora più grande.

Nello specifico, questa è la stagione che riporta la società della mia città ad un livello più consono. Una storia fatta di conquiste, di cadute e di grandi ripartenze. In pochi anni si è tornati qui e gli obiettivi sono importanti, così come le ambizioni. La maglia e questi coloro lo impongono e tutti coloro che hanno avuto la fortuna di indossarla sanno di cosa sto parlando. La città ci ha amati, sostenuti ed abbandonati, ma non ci ha mai DIMENTICATI. In mezzo ad un mare di peripezie, tra le onde dei difetti e gli isolotti dei meriti, siamo ancora qui. Non ce ne siamo mai andati.

In questa stagione ho ritrovato delle persone meravigliose. Degli amici veri. Importanti. Ho rivisto con piacere atlete e tecnici che condividono la mia stessa passione. Ho percepito il rispetto e la stima e tutto sommato chi se ne frega di quelli (ci sono pure loro) che non capiscono un cazzo e parlano a vanvera da un pulpito di cartone.

Lo staff e le ragazze sono solo da applaudire. Non stiamo parlando di professioniste. Le più giovani studiano e cercano di imparare; le più esperte le accompagnano e svolgono nel frattempo il loro lavoro quotidiano. Si allenano con continuità e scrupolo e alla fine non si possono definire professioniste solo perché non fanno pallavolo per mestiere. Ma valgono tanto quanto le professioniste ed in alcuni casi anche di più. Non sono qui a dire che a sei giornate dalla fine la squadra è ancora in corsa per i play-off. Certo, avere un obiettivo è importante, ma la dirigenza sa che il futuro non può passare da un pallone attaccato o difeso più o meno bene. I programmi ci sono, le persone adatte anche. E meritano fiducia.

Così come la meritano le ragazze in rossoblu. Sabato prossimo alla Tensostruttura del PalaFerraris andrà in scena una partita che può impreziosire ulteriormente il finale di campionato. Vorrei che gli spalti fossero pieni, che la gente appassionato di questo sport venisse in un numero importante per sostenere la squadra. Fino alla fine. Sempre e comunque. Senza l’assillo del risultato. Perché le ragazze se lo meritano. Perché lo staff se lo merita. Perché la dirigenza se lo merita. C’è voglia di tornare in alto, un passo alla volta, senza fretta. Ma quella di sabato è proprio una partita che non si può perdere…

Maurizio Garlando (Adetto Stampa EVO Elledue)

post

L’ORA DI STORIA: LA SQUADRA DEI RECORD

La promozione in B1 nella stagione 1998-99. Il primo anno con la squadra del vivaio (1999-00) e poi… Quella che prese corpo nell’estate del 2000 fu destinata ad entrare nella storia della Junior come la squadra dei record. Già, perché nonostante i buoni piazzamenti ottenuti negli anni successivi, nessuno riuscì a mettere insieme un bottino così grande. Secondo posto e 56 punti per la formazione del 2000-01, la prima “coniata” dal duo “Vizio-Cappa” rispettivamente vice-presidente esecutivo e direttore sportivo rossoblu.

Rispetto alla stagione precedente i cambiamenti furono sostanziali, ma nessuno avrebbe potuto immaginare che questo gruppo raggiungesse vette così alte. In panchina arrivò Luciano Villa, tecnico monzese di provata esperienza che guidò la squadra per tre anni (con 12 mesi di intervallo sostituito da Roberto Ceriotti). Parlare di coach Luciano per me non è semplice, perché una sincera e profonda amicizia ci unisce tutt’ora. Dal punto di vista tecnico la sua capacità fu quella di far rendere al massimo tutte le atlete a disposizione. Riuscì a tirar fuori tutto e lo fece con l’autorità del leader. Una gara alla volta e scoprimmo insieme che questa Junior poteva vincere contro tutti. Fu un campionato dominato non a caso da due squadre guidate da due “mostri” della panchina (con Cantù e Casale): Pacifico e Villa. Lo staff di coach Luciano ebbe la fortuna di carpirne i segreti, anche se in fondo di segreti non ce n’erano. Lavoro, lavoro e ancora lavoro. Unica ricetta per il successo. E per il divertimento. Quel piacere che il numeroso pubblico del PalaFerraris provava ogni sabato sera. Già, il pubblico, un altro record. Il secondo posto portò ai play-off e gara uno con Brescia rimase unica nel suo genere con un successo applaudito da mille persone. Roberto Leporati, Matteo Nespolo e Gabriele Righetto, ecco lo staff protagonista di quella meravigliosa cavalcata iniziata dal ritiro cuneese di fine agosto. E le ragazze? Confermate Valentina e Carlotta Vizio, Monica Tripiedi, Michela Leporati, Valeria Musso, Sabrina Righetto, Stefania Rivelli (reinventata libero dal coach) e Sara Cervio. Tre furono gli acquisti. E che acquisti. Ritorno a casa per la capitana di mille battaglie: Chicca Cappa. Il mancino violento della Junior. Umiltà e professionalità al servizio del collettivo. Terminata l’esperienza in A2 con Trecate (promozione e Coppa Italia), Chicca vestì il rossoblu che la lanciò da giovanissima. Con lei arrivò Sonia Gioria. Di alzatrici ne ho viste tante. Tutte hanno avuto una loro precisa caratteristica e tutte hanno indossato con onore ed orgoglio la nostra maglia. Tutte hanno lasciato un segno, Da Bonzano a Venturini, da Beretta ad Auxilia, ma Sonia… Sonia aveva un feeling pazzesco con il coach. Sembrava che la lettura del match da parte di Luciano, passasse nel cervello e nelle mani di questa incredibile palleggiatrice. Per lei Casale rappresentò un rilancio perché nella stagione successiva passò al Chieri e ritornò tra i professionisti, ma qui, nella nostra città, diede tutto senza risparmiarsi mai. Tanto di cappello. Discorso analogo lo si può fare con il terzo grande acquisto di Alberto Cappa: Marika Menin. Che centrale ragazzi! Una maturità pazzesca per la giocatrice nativa di Camposampiero (Padova). Con un terzetto così si arrivò fin lassù senza soffrire di vertigini. Tutte le rossoblu crebbero in maniera esponenziale. Ma Monica Tripiedi (che spiccò il volo verso la serie A) a Sara Cervio. Da Carlotta Vizio a Sabrina Righetto… Tutte. Senza eccezioni. Che cavalcata ragazzi. Un sogno. Tra i più belli ed a lieto fine di questo incredibile club.

post

L’ORA DI STORIA: E POI ARRIVO’ LEI… LA PIU’ BELLA E LA PIU’ CRUDELE!

Proseguendo in questo meraviglioso viaggio fatto di ricordi e di forti emozioni (non in ordine cronologico), non possiamo non soffermarci su quella che allo stesso tempo è stata una delle formazioni più belle e più crudeli della Junior Volley…

Era l’estate del 2009, avevamo appena chiuso un capitolo importante della storia di questa società, perché eravamo riusciti nell’impresa di bissare il secondo posto in regular season, ottenuto solo una volta nel lontano 2001. Purtroppo i play-off non furono favorevoli e lo 0-2 con Verona ci condannò all’eliminazione. Dieci mesi tribolati, dove passammo da un cambio di allenatore quanto mai sofferto ed immeritato da parte di chi lo subì (Massimo Lotta). Come di solito accade, pagò il coach per tutti. Anche per alcune scelte poco oculate e lungimiranti da parte del club. Ma questa è un’altra storia e probabilmente un giorno la tireremo fuori dai cassetti della memoria. Tuttavia, da quella stagione imparammo moltissimo. Un po’ per necessità (risorse economiche limitate rispetto al passato), un po’ per la voglia di cambiamento e un po’ per aderire al progetto spinto dal nostro nuovo allenatore, nacque una squadra che ha spaccato in mille pezzi i cuori dei tifosi rossoblu. Il coach, arrivato a gennaio 2009, rispondeva al nome di Alberto Salomoni, il Re (soprannome dato dallo staff). Uno staff composto da Christian Piazzese, Marcello Acquaviva, Matteo Nespolo, Luca Simonetti, Daniele Bertana e dal sottoscritto. Rispetto all’anno precedente rimasero in prima squadra la capitana Linda Giordana, la centrale Veronica Guidozzi e le giovani e promettenti Michela Trusso, Elisa Deconti e Benedetta Gatti. Promossa dal vivaio, Alessandra Corino palleggiatrice in seconda. Il volley-mercato dell’estate 2009 partì da un’atleta di grande esperienza. Una centrale che potesse unire e compattare lo spogliatoio e far capire alle più giovani cosa volesse dire la parola professionismo. Da Macerata arrivò la Zia, Simona Ferranti. In posto quattro giunse Chiara Masotti. Purtroppo la schiacciatrice veneta ci lasciò dopo pochi mesi. Fondamentale per la squadra e per il gruppo, fu l’ingaggio della casalese Carlotta Falabrino, ex vivaio della PGS Ardor (il debutto in B1 a Monza fu fantastico). A completare la batteria delle bocche da fuoco ecco Francesca Premier e Giulia Arioli. L’opposta meneghina fu una delle due maggiori scommesse volute da Salomoni, ma fu vinta alla grande! Esattamente come l’altra… Affidare la regia ad una ragazza giovane (1991) non è da tutti. Silvia Beretta da Bergamo ci mise qualche partita, ma tutti ricordano quel fantastico match casalingo contro Crema, che lanciò definitivamente la bionda alzatrice dell’IBL Bioenergia (questo lo sponsor di allora).

Che stagione ragazzi. Partimmo alla chetichella con i tornei amichevoli in Liguria, in Emilia e nell’astigiano. Poi ci fu la Coppa Italia. Quelle gare, unite alle prime quattro di campionato, ultimarono il rodaggio. Vigevano e Crema in casa (PalaDonBosco sempre gremito) certificarono la crescita delle rossoblu. Alla fine si arrivò al quarto posto, ad un soffio dai play-off. Certo, direte voi, non hanno vinto nulla… Falsissimo. Gli annali e la matematica non potranno mai ricordare quello che queste ragazze hanno fatto per la Junior Volley. Partire da zero, costruire un gruppo, far nascere un affetto incredibile in città (Borgo San Martino compreso), dare quella sensazione di fiducia ai propri tifosi. Eh si, perché si poteva anche non vincere, ma si sapeva che avrebbero dato tutto, una per l’altra, onorando la maglia fino all’ultimo pallone. Andare in palestra era diventato un piacere immenso. Non che non lo sia stato in passato, ma chi ha qualche anno di “militanza” alle spalle, sa che certe combinazioni non riescono tutti gli anni. Io sono stato molto fortunato, perché alla Junior di queste situazioni ne ho vissute parecchie. E’ vero, nella stagione 2009-2010 non vincemmo nulla, ma eravamo disposti a dare tutto per quel meraviglioso gruppo di lavoro. Il merito? Come sempre va condiviso con tutti. Credo tuttavia che persone come Alberto, Simona, Linda e Veronica abbiano avuto un ruolo fondamentale.

Perché la più bella ed allo stesso tempo la più crudele? Perché tutti sapevamo che con pochi ritocchi si sarebbe potuto puntare alla serie A2. Purtroppo a fine stagione su di noi calò la scure della crisi economica. Obbligati a smembrare un collettivo fantastico ed a ripartire da zero un’altra volta… Credetemi, per mesi in palestra mi sembrò di sentire ancora quelle voci. Era come se dietro alla rete o in qualche angolo della sala pesi ci fossero ancora quei volti meravigliosi. Una crudeltà immensa. Un vuoto mai provato in precedenza. Auguro a tutti di vivere almeno una volta una stagione così. Non auguro a nessuno un finale altrettanto crudele…

post

L’ORA DI STORIA: LA SECONDA COPPA ITALIA

Nella pluridecennale storia della Junior Volley, ci sono squadre che hanno impresso a fuoco il loro nome negli annali della pallavolo. Tante le atlete, molti gli allenatori, gli staff ed i dirigenti che si sono susseguiti. Una cosa è rimasta, oggi come nel lontano 1966: la maglia. Chi l’ha indossata sa che non è come le altre, poiché trasuda storia e in alcuni frangenti quella storia ha sfociato nella leggenda. Un posto di assoluto riguardo lo merita la Junior 2005-06, ovvero la formazione che seppe riconquistare la Coppa Italia dopo il trionfo del 1984-85. Parlare di quella squadra riducendola alle protagoniste di quel pomeriggio al PalaCima di Alessandria, è oltremodo scorretto. La Junior che vinse la Coppa Italia nacque tre anni prima con l’avvento di Dragan Nesic. Il tecnico serbo portò a Casale una mentalità nuova, un nuovo modo di fare e di intendere la pallavolo. Saltammo da un passato glorioso ad un futuro tutto da scrivere e fu un’avventura straordinaria. Il primo anno si arrivò terzi conquistando i play-off all’ultima giornata. Il secondo servì per mettere le basi per una grande vittoria. La Junior arrivò in finale di Coppa Italia a Matera e perse l’ultimo atto proprio contro le padrone di casa. E poi, a compimento del programma triennale, arrivò il successo nella coppa nazionale. In panchina non c’era più coach Nesic, in quanto presentò le proprie dimissioni qualche settimana prima. Lo sostituì il suo secondo, Massimo Lotta, bravo a rimettere insieme i pezzi di una squadra che in campionato aveva perduto il proprio obiettivo, ma che aveva una qualità nei singoli che raramente si era vista prima a Casale Monferrato. Le final-six di Novi Ligure ed Alessandria furono vinte di slancio. Successi nel girone con Novi e Brindisi, finale vietata ai deboli di cuore contro Ostiano Cremona. Un tre a due di incredibile bellezza. Che dire? Di quella squadra ho avuto l’onore di farne parte. Per me, come per altri, arrivare a sollevare quella coppa… è stato qualcosa di speciale. Vincere con i colori della propria città dopo aver macinato centinaia di partite e migliaia di chilometri in tutta Italia, è il massimo. Ricordo tutti con estremo piacere. Lo staff tecnico era composto da persone preparate ed umanamente straordinarie. Da Dragan Nesic a Massimo Lotta, da Massimo Merazzi a Marco Musso (che sono poi saliti sul tetto dell’Europa con Civitanova e Busto Arsizio), da Luca e Matteo Nespolo fino ad arrivare al mio “socio” Marcello Acquaviva. E poi che dire delle ragazze? Sabrina Righetto e Linda Giordana erano partite da molto lontano. Dalle giovanili con Furione ed Anna Angelino, fino a quel giorno. Al giorno del trionfo. Nel “giro di campo” che feci con Sabrina in braccio c’era tutto… Tutto quello che avevamo vissuto con le ex compagne e con suo papà Gabriele, un dirigente straordinario ed un amico vero. La capitana Chicca Cappa era il simbolo di una generazione che aveva spiccato il volo verso la serie A, che si era confermata ad alti livelli e che era tornata per portare la sua città alla vittoria. Margherita Aceto, altra casalese DOC, era appena arrivata dall’Ardor, società che da sempre (come la Junior) è stata attenta alla pallavolo giovanile. A proposito di giovanili… Alice Martini da Ovada è stata la bandiera della rinascita del vivaio rossoblu. La Junior sarà per sempre casa sua e lei lo sa. Nel ruolo di opposto Alice si alternava con Francesca Zamperin. Nativa di Cuneo, è arrivata a Casale per non andarsene più. Una stagione tribolata per via di una condizione fisica condizionata dagli infortuni, ma un carico di esperienza che in coppa è stato oltremodo decisivo. Martina Delfino, altra cuneese DOC, ha girato tutta Italia giocando a pallavolo, ma qui ha contribuito nel lasciare un segno nella storia. Professionista esemplare, ragazza di una correttezza e di una umanità senza confini. In regia c’era Laura Venturini. Ex Trecate ed Asystel, Laura era arrivata alla Junior da campionessa d’Europa in carica (titolo conquistato con Perugia di Massimo Barbolini). E al centro? Un trio mica da ridere! Manuela Mutti è colei che ha servito la palla della finale, ma non solo. Arrivata a dicembre, conferì al reparto una compattezza ed una solidità invidiabile. Laura Zambetti di finali se ne intendeva. Ne ha giocate tre, vincendole tutte. E poi, Francesca Fasoli. Mi viene difficile chiamarla giocatrice, perché prima di ogni altra cosa è stata una grande amica. Tre stagioni giocate su livelli eccelsi, per un’atleta che al giorno d’oggi giocherebbe titolare in A1. Fu un sabato pomeriggio incredibile. Fu una stagione incredibile, ma soprattutto fu una squadra straordinaria, fatta di persone vere e straordinarie.

Di seguito, pubblichiamo la cronaca di quella finale.

FINALE DI COPPA ITALIA 2006-07


Edilkamin Ostiano-Euromac Mix-2-3
(18-25 / 25-15 / 21-25 / 27-25 / 15-17)
in: 19, 16, 22, 30 e 15 minuti.
Euromac Mix: Cappa (K) 11, Zamperin 17, Giordana 24, Venturini 3, Fasoli 11, Zambetti 8, Martini, Delfino ne, Mutti, Aceto ne, Righetto (L). All: Lotta-Merazzi.
Edilkamin Ostiano: Gioria (K) 6, Ronconi 9, Guatelli 20, Serena 22, Maestri 17, Lucini 4, Sarti ne, Donida ne, Ronchetti, Baselli ne, Ghilardi (L). All: Gazzotti-Zanoni.
Servizi vincenti: Casale 4, Ostiano 6.
Errori al servizio: Casale 10, Ostiano 4.
Punti a muro: Casale 11, Ostiano 17.
Alessandria – Ventitre anni dopo la Coppa Italia ritorna a Casale Monferrato. L’Euromac Mix conquista il trofeo nazionale al termine di una finale palpitante che ha tenuto con il fiato sospeso il pubblico del PalaCima di Alessandria per più di due ore di gioco. Un autentico spettacolo quello che Junior ed Ostiano hanno offerto nella finalissima della Coppa Italia di serie B. Trovare l’aggettivo giusto per le ragazze di Massimo Lotta è davvero complicato. Le rossoblu sono state splendide, straordinarie ed a tratti incontenibili. Hanno fatto gioire i propri tifosi dopo averli incatenati ad un vero e proprio thriller che ha avuto i momenti di maggior tensione in coincidenza con i quattro match-point che le ragazze di coach Gazzotti hanno saputo neutralizzare, regalando alla sfida una conclusione ancora più bella.
La finale per il terzo posto (vinta da San Vito sul Matera per 3-0) ha fatto da prologo alla grande sfida. Casale scende in campo con Venturini, Zamperin, Cappa, Giordana, Fasoli, Zambetti e Righetto. L’Edilkamin risponde con Gioria, Ronconi, Guatelli, Serena, Maestri, Lucini e Ghilardi. In avvio è Ostiano a prevalere, grazie alle conclusioni di Guatelli e Maestri e ad un paio di invasioni fischiate a Zambetti e Venturini. Lotta chiede time-out sul 5-1 per le lombarde e Casale rientra lentamente in partita. Cose semplici ed una difesa arcigna: è la ricetta che permette a Cappa e compagne di superare le avversarie sul 10-9. Due muri in fila per Zambetti ed ora è Gazzotti che ferma il gioco. Zamperin e Giordana per un ulteriore allungo e Maestri non basta ad arginare la fuga delle rossoblu. Quando Giordana mette a terra il pallonetto del 18-14 il pubblico casalese prende finalmente coscienza delle possibilità delle proprie beniamine. Anche sugli spalti è una sfida all’ultimo coro ed è bello sottolineare l’esemplare correttezza di entrambe le fazioni. Martini per Venturini sul 21-16 e rush finale con Chicca Cappa e Francesca Zamperin: 25-18. La reazione delle cremonesi è terrificante. Ostiano è punta sul vivo e gioca da grandissima squadra mettendo all’angolo l’Euromac Mix. Guatelli e Serena per una serie di parziali pesanti che si chiudono con un eccellente 25-15. Che sia finita la benzina della Junior Volley? L’inizio del terzo set sembra confermare tale ipotesi. Ostiano conquista il 14-9 e Lotta ferma il gioco chiedendo maggior attenzione a muro e in attacco. Detto-fatto: l’Euromac Mix che riprende la partita sorprende le avversarie ed al tempo tecnico Casale è avanti di un punto. Giordana martella senza sosta e Fasoli inizia a dettar legge sotto rete. Il tutto mentre Righetto si conferma al top della forma con una ricezione vicina all’85%. Vantaggio per 21-19 con Zambetti in primo tempo e schermaglia tattica delle due panchine. Ronchetti per Lucini e Mutti per Zambetti. Muro di Venturini su parallela tentata da Ronconi e Casale prende il largo. Cappa per il 24-21 ed errore in attacco per Lisa Maestri: 2-1 per l’Euromac Mix. Sarebbe troppo facile ed allo stesso modo ingiusto, affermare che la Junior si trova ad un passo dalla storia grazie ad un grande cuore. L’Euromac Mix gioca un volley semplice, ma quasi perfetto. Del resto non basterebbe la grinta per superare un Ostiano così, infarcito di grandi campionesse come ad esempio Gioria, Maestri, Serena e Guatelli. Il libero Ghilardi sembra sdoppiarsi sul campo e la quarta frazione è forse la più spettacolare della finalissima. Massimo vantaggio dell’Edilkamin sul 15-12. Ennesimo time-out ed altra trasformazione rossoblu: 16-15 con le giocate di Fasoli, Venturini e Cappa. Sul 22-19 è Zamperin ad avere in canna il colpo del ko, ma l’opposto di Piossasco commette uno dei pochi errori personali in una prestazione da incorniciare. Ostiano si rifà sotto ed agguanta la parità a quota 23. Attacco di Giordana e primo match-point. Alessandra Guatelli lo annulla ma un errore di Maestri in palleggio regala una seconda palla match alle casalesi. Zamperin e Venturini non chiudono: muro di Maestri per il 25 pari. Serena punisce in parallela l’ex compagna di squadra (a Cuneo) Zamperin ed è ancora Maestri a chiudere la porta di un sogno alla compagine juniorina: 27-25. Quello che sta per iniziare è un tie-break che da solo vale il prezzo del biglietto. Succederà di tutto e di più, per una sequenza di emozioni che ha dell’incredibile. Zamperin per il doppio vantaggio iniziale dell’Euromac Mix. Punto del 3-1 con Serena ed allungo casalese con Giordana che capitalizza un errore arbitrale grossolano che manda su tutte le furie le ragazze di Gazzotti (7-1). Reazione veemente con l’arbitro che perde letteralmente la bussola. Fischio di “compensazione” sul 7-3 e recupero lombardo fino al cambio di campo: 8-7 per l’Edilkamin! Ora si fa sul serio: Guatelli da una parte, Giordana dall’altra, mentre Maestri e Fasoli se le danno di santa ragione sotto rete. Un errore per parte sul punteggio di 11-11 (Zamperin-Ronconi); poi è Lisa Maestri a sbagliare una conclusione dal centro. Pareggio di Guatelli e match-point conquistato da Cappa. Maestri per l’ennesima parità. Capitan Chicca per il 15-14 ed errore in attacco di Giordana (15-15). Si rifà subito l’ex azzurra ed è il quinto match-ball. Entra Mutti in battuta e la palla assume una strana parabola, alta e profonda. Ricezione in netta difficoltà e pallone a filo rete. L’ex Gioria salta con una mano per tentare l’impossibile, ma il fallo in palleggio è dietro l’angolo ed è finita con Casale in festa per la seconda Coppa Italia della sua storia! Durante la cerimonia delle premiazioni, i riconoscimenti individuali sono andati a: Chicca Cappa (miglior giocatrice), Alessandra Guatelli (miglior attacco), Francesca Fasoli (miglior muro), Sonia Gioria (miglior palleggio), Michela Ristis (miglior battuta), Alessia Ghilardi e Manuela Esposito (migliori liberi).
LE INTERVISTE
A fine gara un raggiante presidente Vizio si tiene stretta la Coppa dichiarando che: “Questa vittoria ci ripaga dopo un anno dove le cose in campionato non sono andate come speravamo. Abbiamo battuto le tre capoliste dei gironi B (Ostiano), C (Santa Croce) e D (San Vito), dimostrando di avere creato un gruppo che può giocare a grandi livelli. Vuol dire che il lavoro della società è stato all’altezza ed io ho sempre creduto nella formazione allestita in estate. Le critiche che ci sono piovute addosso un po’ da tutte le parti non sono state tutte giuste. Errori ne abbiamo commessi, ma è evidente allo stesso modo, la qualità e la bontà del lavoro del nostro staff. Dedico il successo a chi ha lavorato senza sosta per tutti questi anni, a chi ha collaborato credendo in un progetto che trova forza anche e soprattutto dopo una serata come questa. Un anno fa siamo arrivati secondi, questa volta la portiamo a casa ed è un successo meritato. Grazie alle ragazze, allo staff tecnico ed a quello societario. Un plauso sincero a coach Lotta che si è assunto una responsabilità pesante, ma lo ha fatto arrivando a sedersi con noi sul tetto dello stivale, grazie alla vittoria di questa bellissima Coppa Italia”.
Massimo Lotta: “La coppa Italia per festeggiare i 40 anni della Junior Volley: un sogno, ancora non ci credo. Grazie a tutti, alle ragazze, alla società ed allo staff che mi ha messo a disposizione. Se queste ragazze sono arrivate fin qui, il merito è anche di chi ha contribuito a portarcele ed il mio pensiero corre immediatamente da Dragan Nesic ed alla qualità del suo lavoro. Abbiamo vinto meritatamente, giocando la nostra pallavolo. Fatta di alti e bassi, ma anche di grandi giocate e di una classe dei singoli che ha esaltato il collettivo. E’ una festa incredibile, ottenuta in Alessandria che per tanti anni è stata la mia casa con la rappresentativa giovanile. Chiudo complimentandomi con Ostiano, una squadra fortissima, composta da fuoriclasse assolute. Il merito è anche loro se si ha potuto vivere una finale di altissimo livello”.
Chicca Cappa: “Tutto perfetto. La squadra ha interpretato bene la partita ed ha recuperato nei momenti di difficoltà. Ci siamo rese conto subito di potercela giocare anche se Ostiano era la grande favorita. Felice per la Coppa e per il premio: cosa chiedere di più?”.
Linda Giordana: “Come a Santa Croce. Abbiamo fatto gruppo e giocato in undici, riuscendo a colgliere un successo storico. Quante amarezze in questa stagione ed è per questo che la dedichiamo a noi stesse perché ce la siamo meritate, dimostrando di valere quanto le formazioni più forti della B1 nazionale”.

post

L’ORA DI STORIA: LA SQUADRA DELLA LEGGENDA ROSSOBLU

Casale Monf.to – Proviamo a riavvolgere il nastro nella memoria ed a conoscere meglio la squadra del 1983-84. Con l’ingresso dello sponsor di riferimento (la Bistefani) ed il conseguente aumento di capitali da investire, la società visse una vigilia quantomeno travagliata. Da una parte Carlo Furione, dubbioso e lungimirante al tempo stesso, che puntò decisamente sul vivaio e sulle ragazze della città. Dall’altra la Junior Bistefani del presidente Giuseppe Massa, attirata dalla prospettiva concreta di riportare la Junior in serie A dopo un solo anno di purgatorio. Nacque la Pallavolo Casale che, dopo qualche anno, fu fondamentale nella ripartenza rossoblu. La fusione tra la Junior e la neonata società, bacino d’utenza del vivaio casalese, permise di ricominciare e di arrivare alle storiche promozioni dalla Prima Divisione alla B1. Nel mentre, la Junior Bistefani ingaggiò giocatrici di incredibile talento ed affidò la scalata ad un sogno chiamato serie A ad un allenatore della città, il professor Mauro Demichelis. Etichettare quella Junior come una squadra formata da giocatrici provenienti da altre realtà sarebbe sbagliato. Accanto ad atlete del calibro di Freyberger, Mifkova (mamma di Darina), Olivieri e Torretta, c’erano tante ragazze del vivaio juniorino giunte alla piena maturazione pallavolistica. Anna Angelino (capitana), Silvia Re e Susanna Guaschino, Simona Marzolla, Paola Boda, Maura Fante, Paola Massa e Luisa Barbesino: questi i nomi di chi è riuscito a portare la Junior ad un traguardo leggendario. Nella scalata alla Coppa Italia ricordiamo le sfide ad alta intensità con il CUS Padova (3-1 in trasferta e 3-0 in casa) e con lo Scandicci Firenze (doppio 3-0), fino ad arrivare alla finalissima con il Pieralisi Jesi. Il trofeo si assegnava sulla lunghezza di due partite su tre e la Junior aveva il vantaggio dell’ipotetica “bella” alla Leardi. Dopo 34 vittorie la Bistefani perse proprio gara uno davanti al proprio pubblico. Un 2-3 che non scoraggiò le ragazze di coach Demichelis, abili a ribaltare la situazione nelle Marche: 3-2. Sabato 12 maggio 1984 è così diventata una data storica per la Junior Volley Casale. Alla Leardi, più di 800 persone spinsero Anna Angelino e compagne verso il trionfo: 3-1 (15-10 / 10-15 / 15-7 / 15-11). Promozione in A2 e Coppa Italia: un’accoppiata senza precedenti che merita di essere ricordata nella stagione del proprio trentennale.

Bistefani Casale Monferrato: Anna Angelino (K), Mary Lou Freyberger, Susanna Guaschino, Paola Boda, Paola Massa, Claudia Torretta, Laura Olivieri, Silvia Re, Simona Marzolla, Luisa Barbesino, Anna Mifkova, Maura Fante. All: Mauro Demichelis.
Coppa Italia 1983-84.
Quarti di finale: CUS Padova-Junior Bistefani-1-3 / 0-3
Semifinale: Scandicci Firenze-Junior Bistefani-0-3 / 0-3
Finale: Junior Bistefani-Pieralisi Jesi-2-3 / 3-2 / 3-1
Junior Bistefani: Angelino (K), Freyberger, Guaschino, Boda, Massa, Torretta, Olivieri, Re, Marzolla, Barbesino, Mifkova, Fante, Agnese. All: Demichelis.
Pieralisi Jesi: Carletti, Batozzi, Capagrossi, Ciccarelli, Fantino, Lausdel, Penkova, Bretti, Panfoli, Baldini. All: Damiani.

post

L’ORA DI STORIA

Le grandi imprese hanno un loro preciso punto di partenza. A livello juniores l’US Junior Volley ha dominato la scena territoriale nel primo decennio degli anni 2000. Tutto iniziò da una partita. Da un match giocato nella palestra alessandrina della PGS Vela (campo neutro). Da una finale under 17 che vedeva le azzurre opposte alle bianco-rosse della Plastipol Ovada. La squadra di Veronica Scarso e di Alice Martini, che non più tardi di una stagione dopo, vestì i colori casalesi per spiccare il volo nel pianeta dei professionisti. Quella Junior, in quella domenica pomeriggio fece molto di più che vincere un titolo provinciale. Staccò il biglietto per le finali regionali e per quel 3-2 infinito con la Sanmartinese Novara che permise di preparare la borsa per le finali nazionali in Val Chiavenna. Un ottavo posto tricolore che ad oggi rimane il risulto più importante della recente storia del vivaio casalese. Ma ve le ricordate quelle ragazze? Dodici leonesse, guidate da uno staff composto da Roberto Ceriotti, Maurizio Montagnini e da Marcello Acquaviva. In palleggio Martina Biletta e Marta Auxilia. Irene Modica vestiva i panni del libero, mentre al centro giostravano Barbara Biletta (top-scorer del tie-break dei sogni contro Novara), Giulia Del Nero, Monica Livieri e Stefania Miravalle. Le bocche da fuoco erano Ilaria Napodano, Mary Murè, Beatrice Gilardino, Giulia Gatti e Chiara Ronco. Che ricordi ragazzi e che squadra indimenticabile!