Ogni campionato fa storia a se

Quando ci si appresta a vivere un nuovo campionato, ci si augura che tutto vada per il verso giusto. A volte è così, altre no, ma una cosa è certa: ci si impegna affinchè non si debbano avere rimpianti una volta che anche l’ultima palla toccherà terra. Per me questa è stata una stagione particolare, inevitabilmente diversa dalle altre. Ho capito che a volte l’orgoglio può giocare brutti scherzi e soprattutto ho capito che non esiste vittoria che valga come un’amicizia. Lo stare insieme. Il condividere una passione. Si, perché trattasi di passione. Vera. Autentica. Ti convinci che non è così, poi quando torni a respirare l’aria della palestra, capisci che tutto è rimasto come prima. Anzi no. Il sentimento è ancora più grande.

Nello specifico, questa è la stagione che riporta la società della mia città ad un livello più consono. Una storia fatta di conquiste, di cadute e di grandi ripartenze. In pochi anni si è tornati qui e gli obiettivi sono importanti, così come le ambizioni. La maglia e questi coloro lo impongono e tutti coloro che hanno avuto la fortuna di indossarla sanno di cosa sto parlando. La città ci ha amati, sostenuti ed abbandonati, ma non ci ha mai DIMENTICATI. In mezzo ad un mare di peripezie, tra le onde dei difetti e gli isolotti dei meriti, siamo ancora qui. Non ce ne siamo mai andati.

In questa stagione ho ritrovato delle persone meravigliose. Degli amici veri. Importanti. Ho rivisto con piacere atlete e tecnici che condividono la mia stessa passione. Ho percepito il rispetto e la stima e tutto sommato chi se ne frega di quelli (ci sono pure loro) che non capiscono un cazzo e parlano a vanvera da un pulpito di cartone.

Lo staff e le ragazze sono solo da applaudire. Non stiamo parlando di professioniste. Le più giovani studiano e cercano di imparare; le più esperte le accompagnano e svolgono nel frattempo il loro lavoro quotidiano. Si allenano con continuità e scrupolo e alla fine non si possono definire professioniste solo perché non fanno pallavolo per mestiere. Ma valgono tanto quanto le professioniste ed in alcuni casi anche di più. Non sono qui a dire che a sei giornate dalla fine la squadra è ancora in corsa per i play-off. Certo, avere un obiettivo è importante, ma la dirigenza sa che il futuro non può passare da un pallone attaccato o difeso più o meno bene. I programmi ci sono, le persone adatte anche. E meritano fiducia.

Così come la meritano le ragazze in rossoblu. Sabato prossimo alla Tensostruttura del PalaFerraris andrà in scena una partita che può impreziosire ulteriormente il finale di campionato. Vorrei che gli spalti fossero pieni, che la gente appassionato di questo sport venisse in un numero importante per sostenere la squadra. Fino alla fine. Sempre e comunque. Senza l’assillo del risultato. Perché le ragazze se lo meritano. Perché lo staff se lo merita. Perché la dirigenza se lo merita. C’è voglia di tornare in alto, un passo alla volta, senza fretta. Ma quella di sabato è proprio una partita che non si può perdere…

Maurizio Garlando (Adetto Stampa EVO Elledue)

Autore dell'articolo: Maurizio Garlando

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