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COPPA COMITATO: A TESTA ALTA CONTRO LA PALLAVOLO VALENZA

EVO Elledue Junior-Pall.Valenza-0-3

(9-25 / 14-25 / 12-25)

EVO Elledue Junior: Iviglia (K) 2, Koci 2, Braggio 2, Kadiu 3, Maino, Piai, Taverna 1, Guaschino 1, Losurdo 1, Botteon. All: Delmiglio-Mazzucco.

Pall.Valenza: Viale (K) 16, Qela, Stangl 2, Berberi 1, Bonzano 14, Curti 2, Caso 10, Cravera 3, Hysa 4. All: Zulato.

Servizi vincenti: Junior 2, Valenza 4.

Errori al servizio: Junior 2, Valenza 2.

Punti a muro: Junior 0, Valenza 0.

Casale Monf.to – La Junior Elledue termina la propria esperienza in Coppa Comitato con un ko interno che, sommato ai risultati ottenuti in precedenza, lascia le rossoblu a quota tre in classifica generale. Tuttavia, la gara di oggi contro la Pallavolo Valenza, non è affatto da buttare. E’ la storia di questa Coppa Comitato: un torneo under 13 affrontato con ragazze molto giovani (anche under 11) e che a rigor di logica non poteva dare di più dal profilo aritmetico. Quello che occorre sottolineare è ciò che va letto tra le righe della prestazione, individuale e collettiva. Junior in campo con Kadiu, Iviglia, Braggio, Taverna, Piai e Losurdo. L’elenco delle assenti è lungo e importante, ma non ha comunque influito si ciò che si voleva vedere e constatare. In avvio di partita il Valenza mostra i muscoli (ed i centimetri) in attacco. La Junior rimane attaccata nel punteggio grazie ad alcuni errori delle ospiti ed il primo punto in attacco arriva sul 6-11 con Beatrice Iviglia. Valenza gioca in maniera sciolta e lineare, ma capisce che non può prendere sottogamba il team di casa. L’accelerata decisiva giunge sul punteggio di 8-12. Sequenza di dieci punti a zero, intervallata da un time-out di coach Delmiglio e da due cambi delle orafe: Stangl per Curti e Qela per Viale. La Junior cede il primo set per 9-25, ma subisce un solo ace e da qui partono le liete novelle in casa rossoblu. La ricezione, rispetto a qualche mese fa, è migliorata moltissimo. Un bagher finalmente preciso, che consente di imbastire l’azione di cambio palla. Anche gli errori gratuiti in attacco sono diminuiti. Valenza deve attaccare con precisione, contro una Junior che si muove in maniera organizzata. Dopo l’inversione di campo Maino e Guaschino sostituiscono Losurdo e Piai. Eccezion fatta per lo zero a sei in avvio, Casale è in partita. Tutte le ragazze di Delmiglio e Mazzucco fanno del loro meglio. Certo, dall’altra parte della rete c’è una buonissima under 13 e dal punto di vista fisico non c’è confronto, ma i “disastri” di inizio stagione sono ormai un lontano ricordo. Nel terzo set entra Ambeta Koci (under 11) ed anche lei, al pari delle compagne, fa bella figura. Anzi, forse per altezza ed età, si sarebbe potuto azzardarne l’ingresso prima. Valenza e Casale se la giocano alla pari fino al 7-10 (ace di Braggio), poi vien fuori la potenza delle ospiti e non c’è più nulla da fare. Sconfitte come queste non fanno male, anzi. Si esce dal campo a testa alta e con una espressione sul viso che dice tutto: finalmente si sorride!

TIME OUT
JUNIOR ELLEDUE
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LETTERA DI UNA GIOCATRICE DI PALLAVOLO

Eccomi qui. Come ogni giorno dopo la scuola ed i compiti a casa, sto preparando la borsa. Scarpe, maglietta, pantaloncini, tuta e ginocchiere… si, vediamo un po’, c’è tutto. Pronta per andare ad allenamento.

Per chi non mi conoscesse, sono una giocatrice di pallavolo. Una ragazzina che adora questo sport e che ama condividere le emozioni che solo lui ti sa dare con le sue compagne di squadra. Gente di palestra. Gente di campo. Gente senza età. Perché la pallavolo, lo so, mi terrà con se fino a quando lo vorrò, senza tradirmi mai. Certo, non è facile. Perché gli allenamenti sono intensi e non tutti i giorni sono uguali. Perché a volte si litiga con se stessi e con gli istruttori. Perché poi arriva la partita e a volte si gioca poco. Perché a volte si gioca sempre e le cose non riescono come vorresti tu. Insomma, è una bella grana, ma l’ho voluta, le voglio bene e non so stare senza di lei.

La pallavolo è come la vita. Occorre organizzarsi, sacrificarsi, aiutare ed essere aiutati dalle compagne. Una mano da tendere ed una da afferrare. E’ un dare ed un avere. Alla fine il bilancio è positivo e se non ne verrà fuori una giocatrice professionista… beh, ne uscirà una persona migliore, corretta con il prossimo nelle relazioni quotidiane e sul lavoro. Un giorno sarò mamma e sono sicura che tutto quello che imparerò da quelle quattro mura impregnate di sudore e di fatica e da quella stramaledettissima palla, mi renderà un genitore migliore.

Già, mamma e papà, sono io la vostra bimba. Con una borsa fatta di scarpe, ginocchiere e tanti sogni. Ho bisogno di voi, del vostro aiuto, del vostro incitamento. Non voglio quella carezza facile che significa “hai ragione”. Vorrei sentire “brava, forza, coraggio”, perché quando sbaglio in partita sono io la prima a saperlo. Vorrei che il mio allenatore “avesse sempre ragione” quando si tratta di argomenti tecnici, ma allo stesso tempo mi piacerebbe che nessuno tra noi si vergognasse ad asciugare una lacrima.

Sono io, la bambina di prima e sapete cosa vi dico? Voglio solo divertirmi perché la pallavolo è soprattutto un gioco ed avrò tempo nella vita per le cose serie per le quali piangere e rattristarmi.

Ora vado…le mie compagne mi aspettano!