LA VETERANA: QUATTRO CHIACCHERE CON FEDERICA DEAMBROGIO.

Nella “rosa” dell’Euromac Mix che sta per affrontare il campionato nazionale di serie B2, c’è un’atleta che dal 2011 veste con orgoglio i colori monferrini. Un parentesi ad Acqui, Alessandria e Novi, prima del ritorno in rossoblu avvenuto quattro anni fa. Stiamo parlando di Federica Deambrogio, autentica veterana dello spogliatoio juniorino. Il club casalese l’ha prelevata dalla Pallavolo Valenza all’età di 15 anni e poi, oltre al compimento della trafila nelle giovanili (under 16 e 18), i debutti in serie C, B2 e B1. Ora, a soli 24 anni, è una delle giocatrici più esperte della Junior Volley e nel percorso fatto fino ad ora, non va dimenticata anche una Laurea in Biotecnologie Mediche, ottenuta da Federica circa 12 mesi fa.

Sembra trascorsa un’eternità dal tuo arrivo in rossoblu insieme a Sara Serafin. Ricordi quel giorno e come hai vissuto il tuo primo anno a Casale?

“Ricordo bene quel periodo. L’allenatore era Cristian Piazzese ed il gruppo era composto da ragazze molto giovani. Ci allenavamo anche con la B1 ed ho conosciuto Giorgia Del Nero ed Alice Dell’Oste che ancora oggi sono in squadra con me. Ero piccola, non avevo la patente e tante volte i genitori di Alice mi hanno ospitata a casa loro. Sono cose che rimangono. Che dire? Sono arrivata a Casale come centrale e Piazzese ha voluto cambiarmi di ruolo. All’inizio è stata dura, ma poi ho capito che i sacrifici mi avrebbero premiata a livello personale, perché ho imparato a ricevere, a difendere e sono diventata una giocatrice completa. E’ particolare il fatto che ora stia vivendo una sorta di ritorno al passato. Coach Ercole mi ha chiesto di giocare come centrale e mi sto impegnando per essere utile alla squadra. In fondo è un ruolo che mi piace e sono contenta di riprovarci”.

Hai giocato in B1 e in B2, oltre che in serie C con una under 18 di altissimo livello. Quali sono state le persone più importanti a livello tecnico ed umano?

“Ho conosciuto tante giocatrici forti, dalle quali ho cercato di rubare segreti il più possibile, ma la persona più importante è stata coach Giuseppe Galli. Era un periodo fondamentale della mia vita, a tutti i livelli. Umanamente e tecnicamente per tutte noi è stato molto più di un allenatore. Era come avere un padre in palestra, che ti seguiva e ti aiutava nei minimi dettagli. Galli mi ha dato un’educazione nei confronti del gruppo, che nessuno è stato capace di fare in egual misura e qualità. Anche l’ultimo giorno, prima di lasciare Casale, mi ha presa da parte e mi ha detto di non mollare, di continuare così e di tirare fuori sempre la bestia che è dentro di me”.

Riconquistare una serie nazionale è motivo di orgoglio. Come vedi la squadra ad un mese dal debutto?

“La squadra si sta allenando bene. Ognuno fa la sua parte in un periodo storico dove il COVID la fa da padrone. Ci sono tante regole da seguire e la società è sempre presente con Daniele Bertana che sta facendo un lavoro straordinario. Dobbiamo recuperare sei mesi di inattività e non è semplice. In più ci si deve conoscere anche sotto il profilo tecnico. Il tempo non è molto, ma il gruppo si impegna per essere pronto il prossimo 8 di novembre”.

Ci sono molte ragazze giovani in organico. Ti senti di dare loro qualche consiglio?

“Credo che il consiglio più utile sia quello che ho ricevuto anche io. Assorbire come una spugna da tutti perché tutto aiuta e tutto torna a tuo favore”.

E’ cambiata anche la guida tecnica. Come la squadra sta recependo gli insegnamenti del nuovo coach?

“Personalmente mi sto trovando molto bene. Sono felice di essere rimasta e di poter dare ancora il mio contributo. Coach Ercole è uno che cura i dettagli. Tecnica, tattica e video, oltre ad una condizione atletica che soprattutto ora è al centro del progetto. Vedo tutte le mie compagne serene, contente e quindi mi auspico una bella stagione”.

Quali sono le tue aspettative per questo campionato di serie B2?

“Personalmente spero di dare come centrale il contributo che la squadra si aspetta da me. Non arrivo da una stagione semplice e i dubbi se proseguire o meno erano tanti. Rispetto all’anno scorso sto respirando un’aria diversa; c’è una bella atmosfera ed è un piacere giocare per questi colori e con queste compagne. L’obiettivo è uno: salvarsi il più velocemente possibile per poi iniziare a divertirsi”.

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