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CONOSCERE IL PASSATO PER ORGANIZZARE IL FUTURO

Gli sportivi e gli appassionati di pallavolo (e non solo) se lo chiedono tutti: come sarà la ripartenza? In un periodo in cui si sentono nominare fantomatiche fasi due e tre, crediamo che alla fine tutto si ridurrà all’applicazione di un vecchio adagio. Aiutati che il ciel ti aiuta. E’ oggettivamente difficile sperare in salvagenti dallo Stato, perché anche il post-pandemia (ed è giusto così) avrà le sue priorità. Lo sport dilettantistico rimarrà relegato il fondo, come spesso è accaduto, anche se riveste un’importanza sociale estremamente importante. Lo sport aiuta a formare i cittadini del futuro e mai come in questo momento la parola FUTURO deve indurre all’ottimismo. Non si può vivere di ricordi, così come non ci si può cibare di egoismi e allora che fare? Una mano ce la può dare la storia. Conoscere il passato è fondamentale per capire e per prepararci al domani. La pallavolo nel nostro territorio ha un posto di primaria importanza. Ci sono le società storiche come la Junior, la Fortitudo e l’Ardor, e ci sono club più recenti che coinvolgono tantissime persone. Volley indoor e beach-volley, iniziative di beneficienza, campionati giovanili FIPAV, CSI e UISP. Senza contare tutti quelli che hanno praticato questa disciplina e che ne sono rimasti “infettati” per l’eternità. Il Monferrato e la pallavolo: un amore sbocciato nel lontano 1966 da un’idea del maresciallo Carlo Furione. Credo che la ripartenza sarà molto complicata ed allo stesso modo penso che sarà fondamentale poter contare su uomini e donne che conoscano i valori di una volta al fine di poterli tramandare con cognizione di causa. La chiacchierata di oggi si pone questo preciso obiettivo. Un tuffo nel passato, per riassaporare quella pallavolo che non esiste più, ma che è stata la mamma della disciplina che ci ha regalato tante vittorie a livello internazionale. Chiediamo aiuto a Paola Boda, che della squadra che approdò in serie A e che si aggiudicò la prima Coppa Italia (1983) era l’atleta più giovane (al pari di Simona Marzolla). Paola, era davvero un altro mondo: “Completamente diverso. Nello specifico ricordo che frequentavo corsi di ginnastica ritmica, ma non mi piacevano. Volevo giocare a pallavolo e mio padre mi accompagnò in palestra quando avevo 12 anni. Il mio primo allenatore fu Angelo Gandino ed era un gruppo non omogeneo a livello di età. Dopo tre mesi mi portò da Furione e il maresciallo mi diede la possibilità di partecipare a campionati giovanili. Ricordo che a 14 anni mi fece debuttare in serie A, dopo un anno di soli allenamenti con la prima squadra dove c’erano giocatrici come Marchisotti, Deconti, Gillone e Buzzi. Per me non esisteva altro. Sette giorni su sette in palestra, senza comunque tralasciare l’impegno scolastico perché il coach era molto attento a queste cose”.

La base è sempre stata quella di un gruppo nato nel vivaio. Gli innesti furono di qualità, ma il settore giovanile è stato il punto di forza della Junior dei presidenti Furione e Massa. “Erano gli anni dove si conquistava sempre il diritto di partecipare alle finali nazionali. Ricordo una stagione, nella quale giocammo per lo scudetto in tutte e tre le categorie. Il settore giovanile era il fulcro della Junior ed era composto da tantissime ragazze che si divertivano, imparando cose che andavano oltre alla tecnica sportiva”.

Che uomo era il maresciallo Furione? “Ricordo un uomo tutto di un pezzo. Un uomo di una volta. Pochi fronzoli, pochi discorsi, ma una presenza costante per tutte noi. Era molto bravo a creare il gruppo e a farlo crescere trattando tutte allo stesso modo. Non esistevano problemi di età. Se eri brava ti portava in prima squadra. Dopo l’anno del debutto, dalla stagione successiva, non sono più uscita dalle titolari ed avevo 15 anni. C’è stato un periodo in cui mi sono un po’ persa; il cambio di scuola, il primo ragazzino. Furione mi parlò 10 minuti e sono stati attimi in cui ho capito un sacco di cose. Prima tra tutte, che avevo di fronte uno che teneva alle sue ragazze e che non ti mollava”.

Ricordi il tuo approdo in prima squadra? Le tue compagne? La palestra Leardi e quella incredibile atmosfera? “Il debutto a 14 anni fu bellissimo. Entrai a gara in corso, ma non era un problema perché dal momento in cui ti allenavi in quel gruppo, condividevi ogni singola cosa. Vittorie, sconfitte, gioie, dolori e sacrifici. La Leardi? Eravamo abituate a palestre piccole e piene di gente. Un tifo caloroso che a Casale ci ha sempre sostenuto. Ricordo tutte le mie compagne con affetto perché da ognuna di loro ho imparato qualcosa. In particolare Torretta e Mifkova dicevano a noi giovani di Casale che eravamo molto fortunate ad avere tutto questo in casa. Di sfruttare ogni attimo. Di godere al massimo di questa situazione per non avere in seguito alcun rimpianto. All’inizio la capitana era Enrica Deconti, poi i gradi passarono ad Anna Angelino, per me una figura di assoluto riferimento. Ancora oggi, lei è la mia capitana. E lo sarà per sempre”.

La pallavolo del futuro dovrà fare qualche passo indietro soprattutto a livello economico, ma potrà trarre beneficio da valori che nessun virus può distruggere. “Umiltà e passione. Per me sono le qualità più importanti che un’atleta deve avere. I giovani oggi sono fortunati perché hanno un sacco di cose, ma allo stesso tempo sono forse troppo coccolati dai genitori. Una volta non esisteva la lamentela in famiglia. Ubbidivi, facevi quello che dovevi fare. Spero che si ritrovi un po’ di quello spirito antico”.

Sappiamo che sei rimasta molto legata a questo ambiente. Qual è il tuo augurio per la ripartenza? “Le società sono fatte di persone. Mi auguro che si trovino uomini e donne veri, perbene, disposti a fare i sacrifici per portare avanti il discorso sportivo. Non è facile, me ne rendo conto, ma i risultati arrivano solo se il club è composto da figure di questo lignaggio. Tutti sono importanti. Da chi guida il pulmino al dirigente che monta la rete, dal presidente allo sponsor”.

La storia della Junior è fatta di picchi, di cadute e di grandi ripartenze. Dagli anni della serie A, alla cavalcata delle ragazzine terribili di Anna Angelino. Un ritorno al palcoscenico nazionale con un gruppo nato nel vivaio- Ma questa è un’altra storia e ci sarà modo di raccontarla…

Junior Bistefani 1982-83: Anna Angelino (K), Mary Lou Freyberger, Susanna Guaschino, Paola Boda, Paola Massa, Claudia Torretta, Laura Olivieri, Silvia Re, Simona Marzolla, Luisa Barbesino, Anna Mifkova, Maura Fante. All: Mauro Demichelis.

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