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20 CANDELINE

Nella storia della nostra società diverse squadre sono rimaste negli annali per aver raggiunto traguardi importanti a livello nazionale. Dalla promozione in A2, alla Coppa di Lega degli anno ottanta, fino alla Coppa Italia del 2007 (dopo due finali consecutive). Tuttavia, un ricordo particolare lo merita la formazione 1999-2000, quella che ha disputato il primo campionato di serie B1 dopo la “ripartenza forzata” avvenuta nella seconda metà degli anni ottanta. Prima Divisione, Serie D, Serie C2, Serie C1, Serie B2… una cavalcata trionfale fatta di soli successi. Una promozione dopo l’altra. Un susseguirsi di emozioni per quello che di fatto è stato il rilancio pallavolistico di tutto il nostro territorio. Solo dopo diversi anni si è compreso il vero valore di quei risultati. Una sorta di rinascita, alla quale si sono agganciate molte altre realtà circostanti (e non solo). C’è una cosa che ancora non ho sottolineato. Quella squadra era composta da ragazze della nostra città. Tutte sono uscite dalle sapienti mani del maresciallo Furione ed hanno compiuto il fatidico salto di qualità grazie agli insegnamenti di Anna Angelino. Sembra sia trascorsa una vita, ma in effetti sono “solo” 20 anni fa. Venti candeline da quella promozione in B1 che concretizzò il lavoro di un club pronto a recitare una parte da protagonista per diverse stagioni. Tutti gli appassionati di pallavolo casalesi (e non) devono tanto a quella squadra. A quelle impareggiabili ragazze. Gente semplice. Studentesse scrupolose ed attente. Atlete encomiabili. Ragazze che conoscevano il significato della parola “gruppo”. Si, perché è stata la forza del collettivo a fare la differenza. Un collettivo supportato dallo staff tecnico, da quello dirigenziale e soprattutto dai genitori. Dopo 20 anni molte di quelle ragazze sono diventate mogli e mamme. Sono rimaste legate tra di loro. E soprattutto sono ancora innamorate di quella maledetta palla tricolore.

Quella stagione di B1 me la ricordo bene, anche perché è stata la prima da addetto stampa della Junior. Ho avuto la fortuna ed il privilegio di far parte di molti gruppi speciali, ma quello del 1999-2000 abita in un posto particolare della mente e del cuore. Abbiamo scoperto questo mondo insieme. Gara dopo gara. Pallone dopo pallone. All’inizio nessuno sapeva quale ruolo potessimo recitare al cospetto di club molto più esperti di categoria. Poi, le squadre arrivavano al PalaFerraris e scoprivano che quella Spendibene non faceva sconti a nessuno. Bisognava impegnarsi a fondo per battere le giallo-blu di Anna Angelino e Sara Romagnolo. Battaglie epiche. Derby infuocati. Trasferte lunghe con un pullman sempre pieno di gente e di entusiasmo. Il sabato era il compimento di una settimana che era un piacere affrontare insieme. Sempre con il sorriso. Le avversarie quasi non ci credevano, ma la forza dell’amicizia ha spesso spezzato gli equilibri a nostro favore. Alla fine quella spensierata Spendibene arrivò sesta con 41 punti. Quattordici vittorie, (9 da tre punti) e dodici sconfitte (4 delle quali al tie-break). In parità il conto dei set: 51-51. Ma chi erano quelle ragazze terribili?

La capitana era Stefania Rivelli. Una centrale che oggi sarebbe “fuori mercato” perché sapeva ricevere! Tanto che anni dopo finì per fare il libero! In regia si alternavano Sabrina Righetto e Barbara Piovan. Due giocatrici complementari sulle quali coach Angelino poteva puntare ad occhi chiusi. Il libero era Valeria Musso. La ragazza aveva mosso i primi passi nella PGS Ardor, esattamente come Michela Leporati, centrale, compagna di reparto di Rivelli, Laura Genovese e di Carlotta Vizio. La maglia numero 3 le è rimasta per molte stagioni sulle spalle e lei l’ha indossata sempre con onore, rispetto ed orgoglio. Così come sua sorella Valentina, La “mancina” terribile. La “rossa” imprevedibile, anima dello spogliatoio giallo-blu al pari di Piovan. Le battaglie dei play-off promozione di serie B2 le sono entrate nella pelle (non solo in senso figurato). Opposto spacca-match, che ha condiviso il ruolo con Sara Cervio. La bionda numero 10 rimase tre anni a Casale. Proveniente dalla Sanmartinese Novara fu l’unico acquisto della campagna estiva 1999-00. In “banda”, un mix di potenza, tecnica e grinta che portava i nomi di Monica Tripiedi (da Acqui) e di Linda Giordana. Entrambe finirono per giocare successivamente in serie A, la prima come libero, la seconda passando tra le altre cose dall’indossare la fascia di capitana della Nazionale Italiana Juniores vice-campione d’Europa a Neuchatel.

Che squadra. Che campionato. Che ricordi. Sono trascorsi 20 anni e per chi ama questo sport e lo segue dal nostro territorio, è doveroso dir loro solo una parola: GRAZIE.

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